Cerimonie laiche

La ricostruzione delle cerimonialità civile e istituzionale nel primo dopoguerra avviene ponendo al centro la data del 4 novembre, poiché l’anniversario della vittoria nel conflitto bellico prefigurò il prototipo della presenza dei fattori militari (il culto dei morti attraverso le società dei reduci e le forze armate) nei protocolli celebrativi e commemorativi. Il punto d’osservazione della capitale è accompagnato dal racconto di come nella provincia della penisola – tra capoluoghi urbani e piccoli comuni del contado – prese forma quella che apparve la più partecipata manifestazione pubblica di carattere patriottico e nazionale riscontrabile nel corso di tutta la storia italiana postunitaria. Emerge altresì la ricca corrispondenza che intervenne tra il centro del Paese e la periferia nel riconnettere le celebrazioni locali con quelle nazionali, le cerimonie civili, la progettazione e l’erezione sia di epigrafi e monumenti sia di parchi della rimembranza, l’odonomastica e la ridenominazione di vie e piazze, la complessa integrazione sociale dei reduci e dei mutilati: in generale, l’impatto della guerra nella vita quotidiana della comunità attraverso il protagonismo istituzionale e la soggettività di quanti contribuirono alla costruzione di una memoria pubblica.

Il conflitto comportò la necessità di elaborare il lutto per i caduti, attraverso il coinvolgimento delle famiglie e dei parenti, un sentimento di solidarietà e di commiserazione che si estendeva agli amici e ai “compagni” di circolo e associazione, in parrocchia e nelle leghe sindacali, nei luoghi di ritrovo e di sociabilità paesana. Il lutto diveniva un fattore di condivisione comunitaria, quando non erano le istituzioni, di fronte alla straordinaria condizione di un martirologio nazionale di massa, a farsi carico prima del funerale e delle cerimonie pubbliche, in seguito della costruzione di luoghi di memoria duraturi nel tempo. Innumerevoli frammenti documentari aiutano a ricostruire come la vita comunitaria, nel nome dei caduti, declinasse un pervasivo sentimento patriottico.


Bibliografia

N. Labanca (a cura di), Commemorare la Grande Guerra. Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, in «Quaderni Forum», n. 3-4, 2000.

B. Bracco, A. Ungari (a cura di), Il Milite Ignoto. Luoghi, forme e linguaggi del culto dei caduti, Biblion, Milano 2023.

A. Miniero, Da Versailles al Milite Ignoto. Rituali e retoriche della Vittoria in Europa (1919-1921), Gangemi, Roma 2008.

M. Ridolfi, Le feste nazionali, il Mulino, Bologna 2021.

J. Winter, Il lutto e la memoria. La Grande Guerra nella storia culturale europea, il Mulino, Bologna 1998.

[m.r.]

 

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