Reduci
Il saggio affronta il ritorno dei reduci dalla guerra e il loro difficile reinserimento nella società italiana attraverso il racconto delle difficoltà materiali di chi aveva combattuto sui diversi fronti della Prima guerra mondiale. Disagi e difficoltà che furono tra le ragioni che portarono alla nascita di diverse associazioni che si fecero portavoce delle richieste e del disagio degli ex combattenti cercando di stimolare il mondo politico a tener conto dei sacrifici fatti in nome della Patria. Tra le organizzazioni più importanti si distinsero l’Onc (Opera nazionale combattenti) e l’Anmig (Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra). Inizialmente apolitiche, entrambe le associazioni subirono, con l’emergere del fascismo, un lento e inesorabile prevalere delle posizioni filomussoliniane.
In ultima istanza, il saggio affronta anche il problema del lutto di guerra e della sua monumentalizzazione. George L. Mosse ha scritto che dopo la guerra i morti divennero una presenza ossessiva, e il lutto di massa fu una caratteristica peculiare di tutte le società europee. Occorreva perciò dare un senso unitario e condiviso a quell’esperienza così dolorosa. Per questa ragione ci fu la necessità di unirsi per commemorare una tragedia che aveva riguardato tutti. Con questa logica in tutta Europa alla fine del conflitto furono costruiti sacrari e monumenti, luoghi consolatori densi di significato patriottico. A partire dal 1920 iniziò anche in Italia la costruzione di steli, cippi, statue e monumenti in ricordo dei caduti, che divennero parte del paesaggio quotidiano che rese onnipresente il pensiero della guerra e del sacrificio. Anche in questo caso, così come era accaduto per le aspirazioni dei reduci, il fascismo fece sua la politica memoriale del paese impegnandosi in una serie di iniziative, commemorazioni, rituali volte a un ricordo della guerra acritico e scevro da qualunque accenno aa quegli aspetti del conflitto che si preferiva dimenticare.
Bibliografia
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U. Pavan Dalla Torre, L’Anmig fra D’Annunzio e Mussolini (ottobre 1922). Note e prospettive di ricerca, in «Italia contemporanea», n. 278, 2015, pp. pp. 325-352
M. Mondini, Roma 1922. Il fascismo e la guerra mai finita, il Mulino, Bologna 2022.
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[d.a.]
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