Turismo

Fra i fenomeni che caratterizzano il periodo che coincide con la fine dello stato liberale e l’avvento del fascismo un significativo rilievo sociale assume quello del “turismo di guerra”. Analizzarlo significa innanzi tutto distinguere le diverse forme che lo stesso fenomeno assume in base alle categorie sociali coinvolte (reduci, congiunti dei caduti, membri di associazioni civico-patriottiche, studenti, sportivi, curiosi ecc.) e identificare poi autori e destinatari dei prodotti testuali e iconografico-visuali (ad esempio i documentari cinematografici) e delle attività legate alla “parola” (lezioni e conferenze) e soprattutto al “terreno” (gite e escursioni guidate) che segnano il quotidiano di tanti individui, giovani e adulti, fra il 1918 e il 1922.  I loro percorsi ci mostrano poi la diffusione sempre più pervasiva all’interno della sfera pubblica italiana del Novecento di una nuova geografia che il confitto ha contribuito a creare, generando flussi, narrazioni e, di conseguenza, nuove gerarchie territoriali.

Il contesto cronologico al quale ci riferiamo è certamente caratterizzato dalla forte presenza dell’associazionismo borghese, non ancora assorbito dalle istituzioni fasciste. Come è stato notato, i sodalizi sportivi, turistici, pedagogico-educativi e patriottici, hanno offerto un decisivo contributo sia sul piano della produzione che della diffusione di conoscenze, atteggiamenti, stereotipi, interpretazioni, parole d’ordine, verso vaste porzioni di pubblico coinvolte oltre i percorsi ufficiali del dibattito politico e i più rigidi canali pedagogico-educativi rappresentati dalla scuola e dall’accademia.

L’intervento intende dunque offrire una definizione di “turismo di guerra” nella configurazione che esso assume nel periodo considerato e a partire dai suoi interpreti e destinatari e soffermarsi poi sulle rappresentazioni che il fenomeno produce – a partire da quelle territoriali – e sul loro impatto nel più generale campo educativo.


Bibliografia

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D. Bagnaresi, M. Wedekind, Turisti per cosa? La politicizzazione del turismo alpino prima e dopo la Grande Guerra, in C. Ambrosi, M. Wedekind (a cura di), Turisti di truppa: vacanze, nazionalismo e potere, Fondazione Museo Storico in Trento, Trento 2012.

E. Capuzzo, Non solo pianto e fiori. Turismo sui campi di battaglia della Prima guerra mondiale, in «Eunomia. Rivista semestrale di Storia e Politica Internazionali», n. 2, 2019, pp. 103-111.

L. Senna, Sui campi di battaglia. Il Touring e il turismo di guerra, in La guerra che verrà non è la prima, catalogo della mostra (Rovereto 4 ottobre 2014-20 settembre 2015), Mondadori-Electa, Milano, 2014, pp. 540-547.

E. Tizzoni, Turismo di guerra, turismo di pace: sguardi incrociati su Italia e Francia, in «Diacronie», n. 3, 2013.

[c.a.g.]

 

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