Musica, teatro e balli

In un momento critico come quello del primo dopoguerra, l’intrattenimento contribuì notevolmente al graduale ritorno alla normalità quotidiana e ad allontanare il pensiero luttuoso della guerra; al tempo stesso, consentì di mantenere l’attenzione nei confronti delle questioni da risanare e l’apprensione per le categorie sociali da sostenere.

Gli intenti benefici, commemorativi e patriottici rivestirono di dignità morale i vari tipi di svaghi e divertimenti, come le rappresentazioni teatrali, i concerti e i ricevimenti. In questo modo, l’intrattenimento contribuì al sostentamento dei gruppi sociali in difficoltà – orfani, vedove, reduci e bisognosi – e al finanziamento di attività di commemorazione. Inoltre, fu soprattutto grazie agli eventi musicali, alle rappresentazioni teatrali, al cinema, ai balli e alle feste, che la cittadinanza riuscì a mettere in secondo piano i lutti della guerra e le ricadute dell’influenza spagnola.

Nonostante gli effetti benefici dei divertimenti, non mancarono lamentele a sfondo morale, che aprirono sui quotidiani dell’epoca un vero e proprio dibattito sul ruolo dell’intrattenimento all’indomani della fine di una guerra dolorosa. Ne scaturiva una critica alla partecipazione massiva alle attività ricreative e un forte pregiudizio, da parte di molti, nei confronti dell’intrattenimento in generale.

A ogni modo, i teatri cittadini ripresero a tutti gli effetti la loro funzione primaria, proponendo commedie e talvolta drammi che richiamavano la guerra; allo stesso tempo, divennero ancor di più luoghi deputati alla celebrazione e alla commemorazione della guerra, favorendo momenti di solennità, manifestazioni patriottiche, lotterie di beneficenza e conferenze.

Alla luce di uno spoglio parziale, ma ampio, di testimonianze e cronache, è emerso con chiarezza come nelle città italiane lo svago di tipo artistico, principalmente teatrale e musicale, costituisse negli anni del primo dopoguerra un elemento molto importante della vita quotidiana della popolazione.


Bibliografia

E. Donisi, Le bande musicali militari. Dall’Unità d’Italia alla prima metà del Novecento, Cism, Roma 2012.

I. Guerrini, M. Pluviano, L’organizzazione del tempo libero dei soldati in Italia durante la Grande Guerra: le Case del soldato, in «Archivio trentino di storia contemporanea» n. 44, 1995, pp. 77-84.

G. Pedullà, Il teatro italiano nel tempo del fascismo, il Mulino, Bologna 1994.

G. Pennisi, L’Accademia Musicale Chigiana tra innovazione e tradizione, in «Nuova Antologia» n. 625, 2020, pp. 162-182.

A. Petrini, Fuori dai cardini. Appunti su teatro e Prima guerra mondiale, in «Il castello di Elsinore», n. 73, 2016, pp. 43-63.

[n.s.]

 

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